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CONTENUTI WEB, NO AL FILTRO EUROPEO

Filtro obbligatorio europeo dei contenuti sul web, il Geant dice di no. I rappresentanti del progetto comunitario per la ricerca e l’istruzione hanno scritto agli europarlamentari italiani.
Domani a Bruxelles è prevista la discussione sulla proposta di creare un filtro automatico europeo. Una riforma a cui si oppongono luminari del calibro di Tim Berners-Lee, l’inventore del web, e del cofondatore di Wikipedia Jimmy Wales.
Nell’appello dei settanta intellettuali si legge che l’articolo 13 «pone un passo senza precedenti verso la trasformazione di Internet da piattaforma aperta per la condivisione e l’innovazione a strumento per la sorveglianza automatizzata e il controllo dei suoi utenti».
Molto critico sul punto lo stesso Geant. Per i rappresentanti del progetto comunitario l’articolo 13 «pone problemi significativi per la comunità delle reti nazionali di ricerca ed educazione (Nren), le infrastrutture digitali, le università e gli istituti di ricerca. Molti altri organismi di ricerca ed educazione possono avere conseguenze negative».
Al centro della protesta dei ricercatori il filtro che andrebbe adoperato nella fase di caricamento. I rappresentanti del Geant analizzano «un aumento di costi operazionali e di complessità per le reti Nren». Non è tutto.
Secondo gli scriventi, infatti, «il filtro automatico dei contenuti va contro i valori stessi dell’Unione Europea. Non s’incoraggia così la creatività, la fiducia e la cooperazione, ma si pone enfasi sulla sorveglianza e il controllo degli utenti, dei provider e degli abilitatori nel nostro campo».
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