UNA NUOVA PRIMAVERA NELLA COMPRENSIONE POLITICA DELLA SINISTRA ITALIANA
GIUSEPPE CONTE OFFRE UNA LETTURA DELLA POLITICA E DELL’ECONOMIA CONDOTTE DALLA SINISTRA IN OCCIDENTE, DAGLI USA ALL’EUROPA, IN RISPOSTA ALLE TRASFORMAZIONI DEL CAPITALISMO. ORA È NECESSARIA UNA NUOVA PRIMAVERA DELLA POLITICA DELLA SINISTRA ANCHE IN ITALIA
Intervento alla Summer School del Network Giovani M5S, 27 Settembre 2026 a Diamante (CS).
Dopo la caduta del Muro di Berlino la sinistra ha abbandonato la propria storica aspirazione a trasformare la società. Con Clinton, Blair e la “Terza via” ha progressivamente accettato i principi del mercato liberalizzato, ritenendo che questi potessero produrre benessere diffuso.
Questa svolta ha avuto alcune conseguenze:
- Accettazione della “flessibilità del lavoro”, che è diventata, nella pratica, precarietà;
- Accettazione dei principi della meritocrazia, che ha finito per essere utilizzata per giustificare disuguaglianze e competizione sociale;
- L’individuo è stato ridotto all’idea dell’homo economicus, cioè a un soggetto perfettamente razionale mosso principalmente dalla convenienza economica;
- La sinistra ha perso gli strumenti teorici, in particolare quelli di derivazione marxiana, necessari per analizzare criticamente il capitalismo.
Il riferimento alla critica della meritocrazia è il filosofo Michael Sandel.
Il nuovo capitalismo
Il capitalismo contemporaneo è molto diverso da quello industriale tradizionale. Le principali trasformazioni sono:
- La finanziarizzazione dell’economia, con una crescente concentrazione della ricchezza e del potere nei grandi fondi d’investimento.
- La rivoluzione digitale, considerata ancora più incisiva della prima rivoluzione industriale.
- Il capitalismo della sorveglianza, nel quale le grandi piattaforme ottengono profitto raccogliendo e utilizzando continuamente informazioni sulla vita degli utenti.
BlackRock, Vanguard e State Street sono il simbolo della concentrazione finanziaria. Queste società gestiscono enormi masse di risparmio, possiedono partecipazioni nelle principali imprese e hanno acquisito un’influenza economica e politica superiore a quella di molti governi.
Oltre che nelle società che gestiscono enormi fondi di investimento, il potere mondiale si concentra nelle big tech, con modelli capitalistici molto diversi da quelli tradizionali.
Nel capitalismo tradizionale, l’imprenditore investiva capitale, organizzava la produzione, assumeva un rischio e produceva beni, servizi e occupazione. Le grandi piattaforme digitali, invece, ricavano valore direttamente dalle attività quotidiane degli utenti: ogni ricerca, spostamento o interazione con lo smartphone produce informazioni economicamente sfruttabili.
Privacy e potere digitale
La normativa sulla privacy è ormai insufficiente, per non dire controproducente. Il consenso individuale espresso premendo “Accetto” è soltanto formale, perché l’utente non si trova realmente nella condizione di rifiutare: senza accettare le condizioni delle piattaforme, molti servizi essenziali della vita quotidiana diventano difficili o impossibili da utilizzare.
È necessario un salto di livello:
- superare la sola tutela individuale della privacy;
- costruire una regolazione sovranazionale delle piattaforme;
- sviluppare una sorta di “costituzionalismo digitale”, capace di limitare il potere economico e informativo delle grandi società;
- riconoscere eventualmente ai cittadini un dividendo economico per i dati, perché le piattaforme producono ricchezza sfruttando le informazioni generate dagli utenti.
La critica alla sinistra dei diritti
Alla sinistra va riconosciuto il merito di aver ampliato i diritti civili, accresciuto l’attenzione verso le discriminazioni e promosso un linguaggio più rispettoso.
Tuttavia, avendo perso la capacità di analizzare le strutture economiche, la sinistra si è rifugiata prevalentemente nelle battaglie culturali e linguistiche: desinenze, rilettura dei classici, cultura patriarcale e cancel culture. Sono temi legittimi, ma insufficienti rispetto a problemi quali:
- la concentrazione della ricchezza;
- la precarizzazione del lavoro;
- il potere dei fondi finanziari;
- il controllo esercitato dalle piattaforme;
- l’indebolimento delle democrazie.
La sinistra, dopo aver accettato il mercato neoliberale e rinunciato a una teoria complessiva del capitalismo, non è più riuscita a comprendere e contrastare il nuovo potere finanziario e digitale, concentrandosi soprattutto sui diritti e sul linguaggio. Ma le urgenze sono altre.
È necessario tornare a discutere di politica economica e rimettere al centro le persone per dare risposte ad interrogativi radicali. Noi siamo una forza politica giovane che non può assumersi le colpe storiche della sinistra, ma siamo anche chiamati ad essere un pungolo per una nuova messa in discussione di contenuti e di prassi all’interno della coalizione progressista.
Vedi il video completo dell’intervento di Giuseppe Conte tenuto alla Summer School del Network Giovani M5S, organizzata dalla Scuola di Formazione in collaborazione con il gruppo The Left al Parlamento europeo, a Diamante (CS) il 27 Settembre 2026.
Vedi il programma della Summer School del Network Giovani M5S, 25-27 Settembre 2026 a Diamante (CS).
