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AGROALIMENTARE ITALIANO DA PRESERVARE, NO A PERCORSI E SCELTE CHE TRASFORMANO IL CIBO IN MERCE SENZA VERA QUALITA’

È senza dubbio da riascoltare il discorso che il Ministro dell’agricoltura Stefano Patuanelli ha fatto oggi in Senato in risposta alle Mozioni sulla tutela e la promozione dei prodotti agroalimentari italiani.
Ha detto chiaramente che nel nostro paese è ferma la posizione che ritiene il cibo un elemento distintivo anche di cultura e identità, oltre che un formidabile “strumento” di prevenzione delle malattie e tutela della nostra salute.
Per questo va scongiurato il processo che rischia di trasformare il cibo in commodity, che rischia di condurci verso la produzione di cibo sintetico.
Il Ministero non transige ed è pronto a difendere le produzioni agroalimentari italiane.
La dieta mediterranea è patrimonio immateriale dell’umanità, porta appunto con sé la capacità di prevenire molte patologie e incide dunque anche sulle ottimizzazioni del sistema sanitario, altro aspetto economico non indifferente.
Tali valori vengono oggi seriamente messi in discussione da un sistema di etichettatura che assegna agli alimenti un colore e che pare proprio avere come obiettivo quello di condizionare il mercato piuttosto che fornire informazioni vere ai consumatori.
Semmai il valore comunicativo legato al “verde” o ad altro colore deve essere frutto di un algoritmo che calcoli in modo reale l’apporto nutrizionale legato alla porzione di cibo in questione e consumato.
Come ha detto giustamente il ministro Patuanelli, nell’esempio calzante che ha fornito, paragonare l’olio di oliva a una bevanda gassata e zuccherata, o paragonare il Parmigiano a un altro alimento, senza far percepire che c’è differenza nella quantità di alimento assunto, non fa altro che diffondere una distorsione che diventa condizionamento.
L’Italia dunque ribadisce il sostegno al proprio sistema di etichettatura, il Nutrinform Battery, e non al Nutriscore, e se ci sarà apertura al cambiamento dovrà esserci con serie garanzie di tutela.