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Tuteliamo privacy e sicurezza dei dati nelle scuole con una piattaforma nazionale

Dobbiamo tutelare privacy e sicurezza dei dati nelle scuole e per farlo occorre che le risorse del Recovery Fund siano utilizzate per la realizzazione di una piattaforma nazionale per l’istruzione: è l’appello e la richiesta che ho rivolto ai colleghi e al governo in aula al Senato.

Il Ministro dell’Istruzione sta muovendo i primi passi per la creazione di questa infrastruttura e mi auguro si possa presto erogare un servizio adeguato alle esigenze, conforme allo stato dell’arte delle tecnologie e  che tuteli pienamente i  dati personali. È la garanzia su cui si deve basare una seria politica per la sovranità digitale e tecnologica che l’Italia deve attuare e integrare sapientemente nell’ambito della realtà europea.

Ogni giorno ci sono sempre più scuole che richiedono una piattaforma di videoconferenze che tuteli i dati e la privacy degli utenti. E le piattaforme dei colossi sovranazionali del web non garantiscono tali tutele.

La Corte di Giustizia Europea ha invalidato il “Privacy Shield”, l’accordo con cui grandi organizzazioni e multinazionali potevano legittimare il trasferimento di dati personali tra Europa e Stati Uniti.

Ci sono in ballo i dati dei minori, non dimentichiamolo. Si pensi che il Garante della Privacy ha esortato a favorire l’uso del registro elettronico nelle scuole rispetto alla piattaforma di una multinazionale di cui non si sa nulla. 

E lo stesso Garante ha ribadito come il tema vero e più importante sia quello di una “piattaforma pubblica italiana che si faccia carico di mettere insieme risorse e competenze: per dati delicatissimi come quelli dei minori, ma anche per dati come quelli della salute o del fisco. Ed è bene che l’Italia si doti di una sua infrastruttura, auspicabilmente nell’ambito di una cooperazione anche europea. In ogni caso non possiamo vivere appoggiandoci alle piattaforme cinesi o americane di cui non sappiamo assolutamente niente”.