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L’Italia ha bisogno di accelerare la transizione digitale

L’Italia ha bisogno di accelerare la transizione digitale!

Banda ultralarga, cloud nazionale e competenze digitali avanzate rappresentano le infrastrutture essenziali per una seria politica che miri alla sovranità digitale e tecnologica del nostro Paese.

E il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza può essere l’occasione per declinare finalmente tempi, modalità e merito.

Questo è stato il tema centrale del mio intervento in aula martedì 13 ottobre al Senato e auspico che si possa procedere in questa direzione.

Gli investimenti nel digitale possono incrementare il tasso di crescita e addirittura raddoppiarlo. Possono fornire nuovi posti di lavoro, migliorare gli indicatori di benessere, ridurre i divari territoriali, permettere ai lavoratori di riscoprire luoghi sostenibili dove vivere contando sul lavoro a distanza e contribuiscono anche a innalzare il livello culturale del Paese.

Ho illustrato anche in aula come si potrebbero raggiungere questi obiettivi.

– In primo luogo occorre intervenire sulla Pubblica Amministrazione, le cui competenze sono fondamentali. È necessaria una nuova politica di reclutamento per riportare le direzioni informatiche all’interno della PA, con personale che abbia competenze digitali avanzate e con a capo professionisti del settore con comprovati titoli ed esperienza.

– Si devono reclutare programmatori software, sistemisti, analisti dei dati, tecnici delle reti, ingegneri della sicurezza informatica con una retribuzione adeguata ai livelli di mercato, anche nell’ottica del rientro dei cervelli. E una parte dei Fondi Next Generation EU deve essere utilizzata per questa nuova forza lavoro.

– Bisogna quindi agire aumentando gli studenti in discipline scientifiche nel nostro Paese e innalzando le competenze matematiche, scientifiche e digitali sia degli adulti che dei bambini, senza distinzioni di genere. Vanno migliorati anche la formazione degli insegnanti e i programmi scolastici.

– Vanno poi concretamente realizzate le infrastrutture digitali, anche destinando i fondi Next Generation EU al cloud nazionale, sia come cloud privatodella Pubblica Amministrazione sia come cloud pubblico italiano realizzato con un partnerariato pubblico-privato. Occorre infine accelerare il completamento dell’infrastruttura banda ultralarga.

Non dimentichiamo che dovrà essere lo Stato a coordinare infrastrutture e piattaforme informatiche delle PA e che si dovrà arrivare a un canale di comunicazione unitario con il cittadino.