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REDDITO DI CITTADINANZA: M5S, “5.201 DOMANDE GIÀ RICEVUTE NELLE SEDI INPS MODENESI”

“Sono 5.201 le domande per il Reddito di Cittadinanza già giunte nella provincia di Modena alle sedi Inps”.

I sottosegretari Michele Dell’Orco, Vittorio Ferraresi, i senatori del MoVimento 5 Stelle Maria Laura Mantovani e Gabriele Lanzi, la deputata M5S Stefania Ascari illustrano i dati aggiornati a domenica 7 aprile.

“Le cifre fanno riferimento alle richieste comunicate agli sportelli Inps modenesi dai centri di assistenza fiscali e dagli uffici fiscali del territorio – aggiungono gli esponenti M5S – ed evidenziano che anche nella nostra provincia era necessaria una misura come questa per rilanciare l’occupazione e la formazione, contrastare la povertà e le diseguaglianze sociali, aiutare l’economia reale. Nella rilevazione del 21 marzo le cifre si attestavano a quota 1.597. In poco più di due settimane, sono giunte all’Inps altre 3.604 domande”.

Sottosegretari e parlamentari mostrano anche le cifre per sottodivisione territoriale. “Nella sede di Modena sono giunte ben 2.184 domande – proseguono gli esponenti M5S – e altre 927 sono state recapitate alla sede di Carpi. A Sassuolo ne sono giunte 772, a Mirandola ne sono state consegnate 576, a Vignola è stata raggiunta quota 470, a Pavullo la sede ne ha ricevute 272”.

Gli esponenti M5S ricordano anche il funzionamento della misura. “Ogni persona che vedrà esaudita la domanda riceverà un beneficio di massimo 780 euro al mese per integrare il reddito familiare e pagare gli affitti – concludono –. La misura varata dal Governo, fortemente voluta dal MoVimento 5 Stelle, che si batte su questa proposta dal 2011, permette inoltre di aiutare i beneficiari nella ricerca attiva di lavoro e d’inserimento sociale. Ne possono usufruire non soltanto i cittadini italiani ed europei, ma anche tutti coloro che risiedono legalmente in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in via continuativa. Si ricorda infine che i beneficiari dal momento che il beneficio viene erogato tramite card, non potranno spendere le somme in azzardo come slot machine, vera e propria piaga sociale ed economica anche nel Modenese”.